Che cos’è il sulforafano ?

 

La sostanza che rende i broccoli efficaci nella prevenzione e cura di numerose patologie è il sulforafano (o solforafano), un composto antiossidante che è stato oggetto di numerose ricerche scientifiche, iniziate circa 25 anni fa negli USA e che continuano in tutto il mondo.

Qui comincia la parte un pochino più scientifica. Ve la scrivo in corsivo. Se proprio non vi andasse di continuare a leggere più avanti, potete scoprire direttamente nelle prossime pagine come meglio mangiare i broccoli.

Bravi. Ottima scelta. State continuando a leggere :o)

I broccoli sono particolarmente ricchi di sulforafano, immagazzinato nella pianta sotto una forma protetta, molto meno attiva, chiamata glucorafanina. Il sulforafano è un agente molto più potente della glucorafanina e si può liberare solo ad opera di un enzima, la mirosinasi, che è contenuta nella pianta stessa.

Chimicamente il sulforafano è un isotiocianato, un composto contenente zolfo e azoto, ed è il principale responsabile del caratteristico odore prodotto dalla cottura prolungata del cavolo e dei suoi cugini della famiglia delle brassicacee. Anche il sapore pungente di ravanelli, senape e rucola è dovuto agli isotiocianati in esse contenuti.

Numerose sono le
ricerche scientifiche volte a chiarire il meccanismo di azione del sulforafano. Per gli scienziati è particolarmente interessante la regolazione di questo processo di difesa nell’uomo.

Molto (ma molto ma molto) schematicamente, il sulforafano è trasportato dal sangue in tutte le cellule sotto forma di complesso col glutatione. Nel citoplasma di ogni cellula si trova una proteina indicata con la sigla Nrf2 che è il fattore di trascrizione delle informazioni contenute nel DNA. Questa proteina in condizioni normali e inattiva perche legata ad un inibitore. Il sulforafano è in grado di liberare il fattore Nrf2 che può così svolgere le sue funzioni specifiche richieste per contrastare la situazione di stress. Una volta liberato, lo Nrf2 è in grado di scatenare la produzione di una quantità elevatissima di enzimi, che costituiscono la cosi detta “Fase 2” di difesa e servono a proteggere la cellula in maniera localizzata e per lungo tempo.